Wu wei: che cos’è, principi e filosofia

da | 5 Mag 2020 | Tai Chi & Qi Gong | 6 commenti

Il termine Wu wei è un termine divenuto molto famoso in tutto il mondo e nonostante la lettura del termine sia immediata, la sua vera comprensione, almeno la comprensione più profonda necessita di grande riflessione, introspezione e applicazione nella vita per poterlo comprendere in modo concreto, rendendolo un processo naturale nella propria condotta quotidiana.

Questo concetto è in stretta relazione con l’arte marziale cinese, in particolare con il Tai Chi Quan, vediamo insieme che cosa significa, quali sono i suoi principi e alcuni esempi.

Wu wei: che cos’è

wuwei

Il Wu Wei è un insegnamento filosofico relativo alla dottrina del Taoismo e pertanto attribuito agli insegnamenti del padre del Taoismo Laozi e al testo da lui redatto il -Dao De Jing- (Tao Te Ching -libro della via e della virtù) la sua nascita risalirebbe al periodo tra il IV e il III secolo a.C.

Wu Wei indica il concetto di non azione, infatti il carattere tradizionale cinese 無 significa “assenza” mentre il carattere successivo 為 Wèi significa azione o attività.

È importante sapere che Wuwei è un termine “contratto”, cosa che si verifica in molti altri aspetti o insegnamenti legati alla filosofia cinese.

Per termine “contratto” si intende una definizione per così dire abbreviata, ma a indicare comunque un significato molto più completo ed esteso, ovviamente utile e comprensibile per coloro i quali il significato profondo è stato acquisito.

La filosofia Taoista è sempre stata motivo di fascino e attrazione, ma anche materia misteriosa, da scoprire con impegno e dedizione, pertanto molti maestri taoisti hanno fornito soltanto una parte della loro conoscenza profonda dei vari pensieri e concetti di vita, ritenendosi già generosi. Ripeto, scoprirne tutto il segreto era compito dell’allievo, con studio e ricerca.

wuwei

Vediamo insieme qual è la parte del principio Wuwei mancante:

L’altra parte è Yu Wei con il significato di Yu “volere o desiderare”, ma significa anche “eccedenza o avidità” e Wei come già visto è l’azione.

Il termine completo è infatti Wèi Wú Wèi, con il significato di “agire senza agire”, dove il primo “agire” rappresenta l’azione da eseguire, lo start iniziale che esiste in tutte le cose affinché esse si manifestino, quindi Wu Wei non è un invito alla passività, bensì la fase in cui si concede al tempo e allo spazio di operare e processare.

Inoltre il primo Wei va inteso come azione iniziale appropriata, impostata e avviata con equilibrio, ossia dando inizio a qualcosa con la giusta intenzione, con la consapevolezza di attuare qualcosa che non vada a scontrarsi con il fluire della natura.

Avere dunque uno stato d’animo ben pensante è essenziale, così che la ragione possa guidare l’azione, che agirà in accordo con le intrinseche leggi naturali, evitando le interferenze con il Tao (Pinyin: Dao).

In questo modo sapremo quando dobbiamo impegnarci in un progetto o quando si tratta di perdita di tempo ed energia.

Facciamo degli esempi semplici ed elementari così da inquadrare subito questo precetto taoista:

  • Lavorare troppo, o per troppe ore con l’obiettivo di guadagnare molti più soldi è non aderire al principio Wei Wu Wei, ma anche non lavorare affatto, o aspettare che qualcuno ci veicoli ad avere un lavoro soddisfacente non è Wei Wu Wei.
  • Innaffiare continuamente una pianta affinché produca quanto prima dei bei fiori, magari nutrendola continuamente con concimi e fertilizzanti vari, non è Wuwei, anche il contrario non lo è, cioè abbandonarla.
  • Cercare di convincere qualcuno parlandogli insistentemente di qualcosa per noi importante e logico, non è Wuwei, ma lasciarlo ragionare dopo alcune nostre chiare parole lo è, aldilà del risultato.

Wu wei: principi

wuwei

In modalità velata anche nella nostra cultura cristiana ci sono diversi detti che ricalcano benissimo il principio Wu wei, pensa ad esempio al detto: “Aiutati che Dio ti aiuta”, ecco questa frase è in realtà un assioma di grande ricchezza spirituale.

Analizziamo la frase:

Aiutati che Dio ti aiuta

  • Aiutati significa agisci, soprattutto agisci in modo appropriato e costruttivo.

Infatti l’idea di aiutarsi sottintende che dal momento che decidiamo di aiutare noi stessi, vuol dire che faremmo sicuramente qualcosa di estremamente vantaggioso e corretto, diversamente si sarebbe potuto usare il termine “fai qualunque cosa per te…”

  • che Dio ti aiuta esprime il significato di “dopodiché Dio (ovvero il Tutto) agirà per te e in relazione alla tua azione e intenzione iniziale”.

Quindi una volta fatta l’azione primaria, lascerai che Dio faccia il resto.

Il Wu-wei deve condurci ad una sana riflessione, avvicinandoci alla visione e convinzione di ciò che effettivamente possiamo fare, credendo in noi stessi, prendendoci così le nostre responsabilità e meriti.

Molto spesso sento parlare persone le quali dicono di non credere più in alcuni progetti, in parte perché non si sentono più giovani e in parte perché credono di non avere le competenze e nemmeno di poterle sviluppare. Altre volte invece mi accorgo che alcune persone scaricano la responsabilità o addirittura le colpe agli altri o al sistema per i loro insuccessi, come se le loro azioni o scelte fossero influenti, cadendo nell’atteggiamento di essere passivi e di stare in eterna attesa.

Ciò che dobbiamo imparare da questo insegnamento, è che dobbiamo agire diverse volte senza arrenderci ai primi tentativi non andati a segno, ma tutte le volte che serve sino a quando ciò che facciamo si allinei ad una condizione tale da generare una riuscita sicura.

E ancora, saper dosare azione e intenzione, senza trasgredire con atteggiamenti egocentrici o sforzando un processo che ha bisogno di modellarsi ed espandersi.

Riassumendo, i principi del Wu-Wei sono:

Se vuoi ottenere e realizzare qualcosa, dovrai metterci impegno e azione, ma senza eccessi, poi adotta un atteggiamento in cui osservi e apprezzi la fase di “vuoto” in cui la natura fa il suo corso.

Tieni a mente che i problemi spesso sono una nostra creazione dettati dal pensare troppo e preoccuparsi intensamente. Impara a lasciare andare le tue energie, cosicché possano fluire nella giusta direzione.

Conserva e utilizza le tue risorse per i momenti propizi in cui l’azione è necessaria, così da darle il massimo della vitalità, grazie alla capacità di attesa che ti ha consentito di non sprecare energie in azioni irrilevanti.  

Apprezza e ama allo stesso modo, sia la fase iniziale di “azione”, sia quella di “attesa” che quella di “realizzazione”

Estendi questo principio a tutta la tua vita così da diventarne l’artefice.

Wu wei Tai Chi

wuwei

Il Tai Chi Quan è un esempio vivente del principio filosofico Wuwei. Il praticante si muove in armonia e con energia insieme al suo avversario, lo segue, lo asseconda e infine lo devia, non darà infatti resistenza alla sua forza diretta.

Durante la pratica del Tai Chi, l’atteggiamento mentale e fisico del Wu Wei è di primaria importanza, in molti movimenti si inspira e si esercita una spinta interna, poi liberiamo il corpo affinché si esprima senza sforzo originando un movimento preciso, ad ogni azione corrisponde una reazione spontanea, da qui l’alternanza Yin e Yang del TaiJi Quan.

Così quando ci muoviamo ad esempio nello spazio circostante con le sequenze del Tai Chi, lasciamo che il flusso di Qi faccia il suo lavoro, la mente sarà attenta e veicolerà la nostra energia (fase Wei) per poi lasciare che si diffonda senza sforzo nelle varie parti del corpo (fase Wu Wei)

Molto interessante e collegata al medesimo atteggiamento è la pratica in coppia del Tui Shou (spingere con le mani), in cui si allena a sentire a livello tattile la pressione del compagno giungere verso di noi, in cui andiamo inizialmente ad avvertire, poi assorbire e infine deviare, scaricando al suolo la sua energia.

Ecco nel momento in cui avvertiamo la sua volontà di spingerci ci azioniamo ad assorbirla e veicolarla fuori dal nostro centro, poi senza forzare lasciamo che quest’ultima si dissipa.

Leggi anche:

Benefici del Tai Chi

Storia antica cinese con l’esempio di Wu wei

wuwei

In Cina esistono moltissimi antichi racconti, estrapolati maggiormente dai testi classici cinesi, in cui si trovano metafore e insegnamenti delle varie filosofie. Di seguito un famoso racconto connesso in modo particolare al principio Wu-Wei.

In Cina nell’antico stato Song, viveva un contadino dal carattere molto impaziente: non possedeva un briciolo di tolleranza e cercava sempre di affrettare tutto.

Ogni giorno si alzava presto e andava a letto tardi e lavorava con tenacia, sperando che i suoi germogli di riso si affrettassero a crescere; ogni mattina andava a misurare le piantine di riso ritenendo che non crescessero neanche un po’, o troppo lentamente, sentendosi terribilmente impaziente.

Una sera, sdraiato sul suo letto, pensieroso non riusciva a dormire, rimuginando continuamente: “Come posso aiutare i miei germogli a diventare più alti?” Pensando di continuo, ebbe un’idea, così si addormentò tutto contento.

Il giorno seguente si alzò presto, corse in mezzo al campo, e con un sole caldissimo sulla testa si accinse a misurare nuovamente le piantine con le mani, e dopo essersi accertato che non fossero cresciute mise in atto la sua idea.

Con le mani tirò uno ad uno tutti i germogli del suo campo verso l’alto per qualche centimetro, così facendo, sarebbero diventati belli alti in pochissimo tempo, pensava, lavorando con tutte le sue forze; gli dolevano la schiena e le gambe dalla fatica, però in cuor suo era felicissimo, ritenendo questo sistema straordinariamente astuto.

Alla sera, esausto, si avviò verso casa con le gambe tutte indolenzite e la testa dolorante dallo sforzo.

Arrivato a casa barcollando, e non badando ad asciugarsi il sudore sul corpo disse emozionato ai familiari: “Aspettate e vedrete, quest’anno nessuno in tutto il villaggio potrà superarmi”.

La moglie chiese: “Che buona idea hai avuto?” Lui orgogliosamente rispose: “Oggi ho aiutato i germogli di riso a crescere veloci, li ho tirati verso l’alto”.

Suo figlio più saggio, dopo avere ascoltato, capii che qualcosa non fosse andato bene, e temendo per il peggio corse immediatamente al campo a guardare, ma constatò che tutti i germogli del campo erano ormai morti e cadenti.

In base a questa storia le persone citano il detto:

Tirare i germogli per aiutarli a crescere.

in cinese: Bá miá zhù zhǎng, come metafora per chi non si cura del ritmo autentico delle cose e della natura, e agisce solo in base alle proprie aspirazioni, impaziente di raggiungere un obiettivo e facendo solo Yu Wei, con il risultato di non ottenere nulla e anzi rovinare tutto.

Conclusione

In questo articolo ti ho parlato del principio Taoista Wu-Wei, una qualità indispensabile per la pratica delle arti marziali, come il Kung Fu e il Tai Chi per ottenere dei grandi risultati adattandosi psicologicamente e fisicamente ai ritmi delle leggi invariabili della natura che governano ogni mutamento.

 

Maestro Marco Gamuzza

formazione kung fu

SCUOLA XIN DAO

La Scuola di Kung Fu Xin Dao è un’associazione sportiva che offre corsi di Kung Fu e Tai Chi Quan per tutti i livelli, da principiante ad esperto.

MAESTRO MARCO GAMUZZA

Il Maestro Marco Gamuzza è il Direttore Tecnico della Scuola Xin Dao, V Duan di Shaolin, Tai Chi e Yi Quan e Discepolo Testamentario del Maestro cinese Yang Lin Sheng.

CATEGORIE DEL BLOG

GUIDE PRINCIPALI

Le Guide più complete del nostro sito web:

✔️ Kung Fu: Guida Completa

✔️ Tai Chi: Guida Completa

✔️ Yi Quan: Guida Completa

Domande? Lascia un commento!

Il team della Scuola di Kung Fu Xin Dao ti risponderà con piacere.

6 Commenti

  1. Stefano

    Articolo molto interessante.
    Conoscevo questo principio ma non sapevo avesse un nome più completo !

    Rispondi
    • Marco Gamuzza

      Esatto Stefano,
      ho scritto questo articolo proprio per spiegare in modo esaustivo questo concetto spesso trattato in modo marginale.
      Mi fa piacere tu lo abbia trovato interessante!

      Rispondi
  2. Christian

    Cercavo una definizione semplice di wuwei questo articolo é “illuminante” affronta una tematica complessa e allo stesso tempo naturale, reale. In parole semplici e con validi riferimenti non solo marziali. Grazie!

    Rispondi
    • Marco Gamuzza

      Si è vero Christian questo tema è applicabile a tutti i contesti della vita,
      mi fa piacere vedere che tu lo abbia trovato illuminante.

      Rispondi
  3. Paolo

    Qualche anno fa, avevo letto un estratto degli scritti di Laozi. Mi aveva molto affascinato il concetto del Wei Wu Wei e del Tao, intraducibile e al di fuori di ogni descrizione.
    Leggendo l’articolo ho trovato molti spunti interessanti e mi sono tornati in mente alcuni brani, come quello dell’uomo che nuota in mezzo all’acqua turbinante, adattandosi e sfruttando le correnti… mi è tornata voglia di rileggerlo!
    Non ricordo il titolo, ma so dov’è posizionato in biblioteca. Devo solo aspettare che riapra.

    Rispondi
  4. Maria Cristina Fumagalli

    Buon giorno Maestro, bellissimo articolo, efficace spunto di riflessione. Cambiare prospettiva, uscire da ciò che siamo abituati a fare e che, magari non ci dà i risultati sperati, trasformare le nostre abitudini e crearne di nuove nel qui e ora.
    Grazie per aver condiviso con noi il suo sapere

    Rispondi

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!
Share This