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Arti marziali: La Guida Completa dalla A alla Z

1 Mar 2021 | 0 commenti

Le arti marziali sono nate come sistemi codificati di combattimento il cui fine era quello di migliorare le proprie abilità di difesa e attacco, durante le battaglie in periodi di guerra. Nel tempo si sono evolute, e pur mantenendo parte della loro iniziale essenzialità, oggi si sono evolute e rappresentano un percorso di miglioramento individuale.

Infatti, le arti marziali vengono studiate per diversi motivi:

  1. Potenziare le proprie abilità fisiche in generale e nel combattimento.
  2. Acquisire maggiore consapevolezza del proprio corpo e migliorare la propria salute fisica e mentale.

Queste pratiche hanno una storia molto antica e riconducibile maggiormente all’Asia, in particolare alla Cina, al Giappone e all’India.

Come accade spesso per le discipline antiche non abbiamo delle precise fonti storiche a cui possiamo fare affidamento, ecco perché le storie che sono legate a queste pratiche hanno una connotazione leggendaria.

In questa Guida ti darò una panoramica completa di questo mondo, in dettaglio ti spiegherò che cos’è l’arte marziale con l’origine e il significato della parola, la storia delle arti marziali, i tipi di arte marziale e la loro evoluzione, in conclusione i maggiori benefici della pratica.

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Che cos’è l’arte marziale

Ogni anno persone in tutto il mondo si avvicinano al mondo delle arti marziali, alcune spinte dalla curiosità e dal fascino che le contraddistingue, altre per gli enormi benefici dal punto di vista fisico e mentale che vanno poi ad influenzare ogni area della vita.

In pochi però si soffermano sul vero significato della parola arte marziale, questi due termini uniti rendono perfettamente l’idea di ciò che è o dovrebbe essere un sistema codificato.

Abbiamo da una parte la parola Arte:

La capacità di agire e di produrre, basata su un particolare complesso di regole e di esperienze conoscitive e tecniche, e quindi anche l’insieme delle regole e dei procedimenti per svolgere un’attività umana in vista di determinati risultati.

(Voce Arte, da Enciclopedia Treccani)

Dall’altra la parola marziale:

Del dio Marte, che appartiene o si riferisce a Marte, della guerra, di cosa che ha attinenza con la guerra.

(Voce Marziale, da Enciclopedia Treccani)

 

Quindi arte marziale per intende un sistema di regole ben codificato (legate alle esperienze passate degli Antichi Maestri) con particolare risalto alla bellezza dei movimenti e alla loro efficacia nel combattimento.

Ed ecco che soffermandoci sul significato delle singole parole comprendiamo da subito la differenza tra queste discipline e gli sport da combattimento, infatti le arti marziali si soffermano sullo studio del movimento, la codifica di tecniche precise, il combattimento e l’evoluzione del praticante.

Mentre, gli sport da combattimento hanno il loro focus appunto sul miglioramento della capacità combattiva.

I luoghi di origine e diffusione dell’arte marziale:

arti marziali

Cina

dove nascono le arti marziali

Giappone

arti marziali orientali

Corea

Storia ed evoluzione delle arti marziali

La storia delle arti marziali viene spesso fatta coincidere con le prime forme di combattimento delle popolazioni antiche, addirittura si parla dei primi insediamenti umani.

In realtà, è bene distinguere la differenza tra il combattimento dettato dalla necessità di sopravvivenza dell’uomo in un ambiente inizialmente ostile, dalla codifica di un sistema marziale che avverrà in un secondo momento.

Riferendoci al combattimento nel senso generale, questo è sempre esistito fin dall’inizio dell’umanità, dapprima avveniva in relazione con gli animali, quindi per procacciarsi il cibo (la caccia), in un secondo momento in relazione con i gruppi esterni, quindi per difendere il proprio territorio dagli attacchi.

Abbiamo un resoconto di queste situazioni nei dipinti rupestri dell’età del ferro (1000 a.C.) in cui l’uomo inizia a raffigurare duelli di figure umane, talvolta con armi.

Ne abbiamo testimonianza anche in Italia con le incisioni rupestri della Val Camonica.

Per iniziare a parlare davvero di arti marziali dobbiamo aspettare ancora un po’ di tempo e spostarci dall’altra parte del mondo, ma facciamo un passo per volta seguendo l’ordine storico.

Arti Marziali in Europa

Arti marziali europee

Nella storia delle arti marziali è comune inserire anche la storia dei sistemi di lotta della Grecia antica e di Roma, anche se come specificato nel capitolo precedente non si può parlare realmente di arti marziali, ma più di sistemi di combattimento.

Proprio da questi sistemi di combattimento molto antichi derivano delle discipline oggi molto praticate come la lotta greco romana e il pugilato. Addirittura, esistono delle testimonianze del I millennio a.C. in cui vengono mostrati i primi combattimenti di pugilato in cui era possibile combattere solo con i pugni.

Nell’antica Grecia il combattimento faceva parte della vita di ogni giorno, tanto che i sistemi di lotta erano previsti anche all’olimpiadi ed erano le discipline sportive più amate. Tutto questo testamento culturale sarà poi ereditato da Roma, che utilizzerà la maggior parte di queste conoscenze all’interno delle arene con i gladiatori.

In seguito nel Medioevo continuò a diffondersi un grande interesse per i manuali di combattimento, in particolare trattati sull’utilizzo della spada dello scudo, sul combattimento della spada due mani e sul combattimento a mani nude.

L’arma che ha avuto più successo in Europa è stata la spada europea, infatti fino alla prima guerra mondiale erano previsti i duelli, mentre la moderna scherma si sviluppò in modo importante solo a partire dal XIX secolo. 

Le arti marziali che conosciamo noi oggi si diffonderanno in Europa solo a partire dallo scorso secolo con l’arrivo di importanti maestri che divulgheranno le loro pratiche.

kung-fu

Arti marziali cinesi

Quando si parla di arti marziali, la Cina ha un ruolo centrale, infatti possiamo dire che rappresenta il cuore pulsante dell’origine di tutte le arti marziali che si sono diffuse poi nel mondo. Nelle fonti storiche abbiamo traccia di tecniche di lotta nella Cina del Nord già a partire dall’XI secolo a.C., periodo della dinastia Zhou.

Presumibilmente, queste non fanno riferimento ad un vero e proprio sistema, ma a quell’insieme di tecniche di combattimento che vedranno poi un’evoluzione ed una codifica precisa a partire dal VI secolo d.C.

Perché alle arti marziali cinesi è spesso associata questa filosofia di evoluzione umana? La risposta va cercata nelle sue origini, infatti la nascita del primo nucleo di tecniche del Kung Fu è in stretta relazione con i principi filosofici del Buddhismo Chan.

La nascita del Kung Fu è infatti attribuita ad un leggendario monaco chiamato Bodhidharma che avrebbe permesso la diffusione del buddhismo di corrente Chan (altre correnti del Buddhismo erano già diffuse in Cina).

La sua storia è avvolta nel mistero, ma tutte le fonti ci raccontano che fu proprio lui ad avere un ruolo chiave nella costruzione del tempio Shaolin e nella codifica delle prime tecniche del famoso stile Shaolin, considerato il primo stile di Kung Fu per eccellenza.

Bodhidharma in realtà fece molto più di questo, infatti insegnò ai monaci del tempio Shaolin come seguire uno stile di vita sano praticando la meditazione, alimentandosi in modo equilibrato e svolgendo attività fisica per rafforzare il corpo e il carattere.

L’idea delle arti marziali cinesi è proprio questa: formare un individuo forte ed equilibrato a 360°. Ecco perché in passato era comune che in Cina i figli venissero affidati ad un Maestro di Kung Fu, che non era dunque solo un insegnante di arti marziali, ma rappresentava un educatore per piccoli e grandi allievi.

Nei testi antichi, che non si sa come utilizzano sempre delle parole appropriate, I monaci fanno riferimento agli insegnamenti di Bodhidharma dicendo che “impararono la via della saggezza e dell’illuminazione”. Frasi di questo tipo ci fanno comprendere che il Kung Fu inteso nella sua essenza più pura rappresenta un percorso di vita.

Grazie alla loro lunga storia le arti marziali cinesi si sono poi evolute e numerosi stili, principalmente suddivisi in stili esterni e stili interni. Gli stili esterni si concentrano maggiormente sul rafforzamento del fisico, sull’utilizzo della forza e della velocità, lo stile per eccellenza è lo Shaolin che a sua volta si dirama in molti sotto stili.

Per approfondire leggi:

Gli stili interni invece si concentrano sullo ascolto profondo di tutta la struttura fisica attraverso movimenti più fluidi ed elastici e sullo sviluppo dell’energia interna con un conseguente impatto positivo sulla salute generale.

Lo stile interno per eccellenza è il Tai Chi Quan che unisce l’efficacia marziale agli straordinari benefici che ha sulla salute, ormai confermati dai diversi studi scientifici.

Per approfondire leggi:

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arti marziali giapponesi

Arti marziali giapponesi

Pur concentrando la nostra attenzione sulle arti marziali cinesi, in una Guida completa sulle arti marziali abbiamo scelto di inserire le arti marziali giapponesi per il loro importante impatto culturale in Occidente.

Quando si parla di arte marziale giapponese il richiamo al Karate è spontaneo, perché è sicuramente lo stile più apprezzato e che maggiormente si è diffuso in Europa e negli Stati Uniti. Nonostante sia di più recente nascita, come avviene per le arti marziali cinesi anche nel caso del karate non abbiamo a disposizione delle fonti storiche certe.

Quello che sappiamo è che la storia del Karate ha origine nel sud del Giappone, in particolare dall’isola Okinawa che era divisa in tre principati: Hokuzan, Chuzan e Nanzan che avevano stretti rapporti commerciali con  la provincia cinese di Fukien.

Probabilmente proprio per questo motivo alcune tradizioni provenienti dal monastero Shaolin arrivarono in Giappone e portarono alla nascita di uno stile che aveva come modello il Kung Fu cinese.

In principio esistevano solo due scuole di Karate: Shorei e Shorin, il primo, in cui si dava maggiore enfasi alle tecniche di braccia, alla respirazione e all’utilizzo della forza; il secondo, caratterizzato da posizioni più ampie e basse, da tecniche veloci e dal maggiore utilizzo delle gambe.

Con l’evoluzione della disciplina nacquero molti stili con elementi peculiari ideati dai vari maestri che diedero il loro contributo. In seguito all’inserimento del karate all’interno dei giochi olimpici è diventato prioritario riconoscere degli stili di karate. Oggi, la World Karate Federation riconosce quattro stili:

  • Shōtōkan-ryū
  • Shitō-ryū
  • Gōjū-ryū
  • Wadō-ryū

Sicuramente è da riconoscere il grande lavoro di diffusione che i maestri giapponesi fecero in Occidente, in particolare negli anni 50 e 60 approdarono una serie di importanti maestri in Europa, come il Maestro Hiroshi Shirai che viene oggi riconosciuto come il massimo divulgatore del karate tradizionale di stile Shotokan.

In generale, possiamo dire che le arti marziali giapponesi che hanno avuto maggiore diffusione sono:

  1. Karate
  2. Judo
  3. Aikido
  4. Kendo
  5. Sumo

Elenco arti marziali

Di seguito tracciato l’elenco delle arti marziali più importanti e praticate al mondo con una breve descrizione, così che tu possa avere un’idea complessiva della varietà. Come ho premesso all’inizio di questa Guida tutti questi metodi hanno spesso un’origine comune proveniente dall’Oriente, nella maggior parte dei casi dalla Cina.

  • Kalary Payat, periodo vedico 3500 a.C., popolazioni antiche dell’India
  • Kung FuShaolin, 527 d.C., fondatore Bodhidharma
  • Tai Chi, tra la Dinastia Song e l’inizio della Dinastia Yuan (1274-1368 d.C.), secondo la leggenda il fondatore è Chang San Feng
  • Wing Chun, periodo (1662–1722), fondatrice monaca buddista Ng Mui
  • Capoeira (periodo coloniale 1500-1815)
  • Kali o chiamato Escrima, intorno al 1500
  • Muay Thai, XVI secolo
  • Jiu-Jitsu, l’arte marziale più antica in Giappone XVI secolo
  • Karate, XVII secolo, l’arte marziale giapponese più nota e praticata
  • Judo, 1882
  • Taekwondo, XX secolo
  • Krav Maga, 1910, fondatore Imi Lichtenfeld
  • Kendo, 1911
  • Aikido, 1912, fondatore Morihei Ueshiba
  • Yi Quan, dal 1920, fondatore Wang Xiangzhai

Perché fare arti marziali?

Ogni persona si avvicina alle arti marziali per diverse ragioni, di solito i motivi principali per cui le persone si avvicinano ad un percorso marziale sono:

  • Sviluppare una buona difesa personale
  • Migliorare la propria sicurezza interiore e plasmare il proprio carattere grazie ai principi del Kung Fu
  • Avere una completa padronanza del proprio corpo e dello spazio intorno a sé
  • Acquisire degli strumenti utili per imparare l’auto-disciplina
  • Compiere un processo di evoluzione interiore assimilando i principi cardine dell’arte marziale quali: umiltà, rispetto, rettitudine, lealtà, fiducia.

Per come intendo io la Via del Kung Fu:

Acquisisci le capacità e principi dell’arte marziale per poi estenderle in tutta la tua vita.

Quale arte marziale scegliere?

Ogni arte marziale ha le sue peculiarità positive e negative, quindi la scelta è del tutto personale.

Per un primo approccio all’arte marziale, la mia preferenza va sicuramente sull’arte marziale orientale madre che è lo Shaolin, perché racchiude tutti i principi che si sono sviluppati e hanno poi creato stili e correnti marziali in tutto il mondo.

Oggi è lo stile più rappresentativo di quella macro-categoria chiamata Kung Fu, traduzione di Duro lavoro eseguito con abilità.

All’interno dello Shaolin il praticante ha la possibilità di formarsi in modo completo e di sviluppare tutte le specialità che un marzialista dovrebbe conoscere:

  • Tecniche di pugno e di calcio
  • Tecniche di parata
  • Tecniche di spostamento
  • Leve articolari di base, semi-dinamiche, dinamiche e mortali
  • Proiezioni e sradicamento dell’avversario
  • Acrobatica di base (come cadere in sicurezza)
  • Principi di combattimento

 

Dove fare arti marziali?

Le scuole di arti marziali, soprattutto di Kung Fu, sono tante ma spesso non è semplice trovare un insegnante che sia qualificato e possa darti una formazione completa a 360°.

Gli aspetti fondamentali da considerare per fare la tua scelta sono 3:

  • Esperienza e formazione del Maestro: da chi è stato formato? Che titolo ha e quanto tempo ha impiegato per ottenerlo? Che tipo di qualifiche possiede e dai chi sono riconosciute? E soprattutto, è in continuo aggiornamento? Segue un Maestro competente?
  • Programma della scuola: studio dei fondamentali, posizioni, tecniche di gamba e di braccio, spostamenti, studio del combattimento e della strategia, studio delle forme, delle leve articolari e delle proiezioni. Il programma dovrebbe avere una logica ben precisa e non “riempito” a caso.
  • Le tue esigenze personali: nello specifico le aree che più ti interessanto (combattimento, forme, proiezioni).

All’interno della nostra scuola il praticante viene guidato dal livello principiante fino al livello esperto, maturando una conoscenza completa su tutte le principali aree delle arti marziali: tecniche di pugno e di calcio, forme, leve articolari, proiezioni di sbilancimento e sradicamento, studio del combattimento, studio della teoria e cultura marziale per poi proseguire con lo studio degli stili interni del Kung Fu, di livello avanzato. 

Come diventare istruttore di arti marziali?

La nostra scuola di Kung Fu prevede un percorso di insegnamento a tutti coloro che volessero diventare istruttori di arti marziali e trasformare così una passione in un percorso di crescita ancora più completo.

Se sei interessato/a e vuoi scoprire se fa al caso tuo puoi prenotare una chiamata telefonica direttamente con me e capire se questo percorso fa al caso tuo.

Conclusione

In questa Guida Completa ti ho dato una panoramica sulle arti marziali, che cosa sono, la storia e la diffusione nel mondo, le arti marziali più note divise per luogo di origine, un elenco di quelle più praticate ed infine alcuni cenni sulla pratica.

E tu, hai mai praticato arti marziali? Quale arte marziale ti affascina di più e perché?

Raccontamelo nei commenti!

Un saluto

Maestro Marco Gamuzza

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Il team della Scuola di Kung Fu Xin Dao ti risponderà con piacere.

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