Le 8 Forze del Tai Chi “Ba Men”: che cosa sono e come possono trasformare il tuo Tai Chi

da | 6 Nov 2020 | Tai Chi & Qi Gong | 1 commento

In questo articolo ti spiegherò il profondo significato di Ba Men, lo studio relativo alle forze degli stili interni del Kung Fu, ma per farlo bisogna fare un piccolo passo indietro per comprendere da dove ha origine tutto ciò.

Il Tai Chi Quan prende vita dai profondi principi della filosofia Taoista che in seguito verranno espressi e studiati nel famoso testo classico cinese “Yijing” o “I Ching”, traducibile in Libro dei mutamenti.

Nell’Yijing vengono descritti con parole filosofiche e poetiche gli straordinari e spesso non sempre visibili fenomeni della natura e quelli dell’uomo tra loro interconnessi, sviluppando così il concetto di macro e micro cosmo.

All’interno del testo viene presentato il principio di alternanza progressiva e continua di due forze essenziali conosciute oggi in tutto il mondo con Yin e Yang, due polarità indivisibili in continua mutazione e alternanza generando il “Taiji” tradotto come suprema polarità.

Yin e Yang infatti sono espressioni della natura che si riflettono e regolano tutto ciò che esiste compreso l’uomo, motivo per cui sono diventati un riferimento sia nella medicina tradizionale cinese che negli stili interni del Kung Fu.

Le otto forze del Tai Chi Quan, dette “gli otto cancelli”

Per Ba Men traducibile in genere in “otto cancelli” o porte si intende in realtà l’accesso allo studio, comprensione e sviluppo di otto modi di muovere il corpo esprimendo differenti ma correlati principi.

Inoltre il seguente elenco è in relazione anche ai 10 principi del Tai Chi di Yang Chen Fu.

È bene sottolineare che i Ba Men, otto forze del Tai Chi non sono tecniche, o movimenti fini a sé stessi, ma metodi e processi di lavoro interno (nei gong) che consentono di riprogrammare in modo intelligente il sistema nervoso e quello muscolo scheletrico, così da raggiungere una propensione naturale che si modifica a seconda delle situazioni.

In tal modo il corpo può rispondere in modo istintivo in seguito alle condizioni che l’avversario gli offre, utilizzando i più adatti vettori di forza e modalità di propagazione degli stessi. Le otto espressioni di forza non si usano mai a caso, ma vanno resi mano a mano spontanei in base alle circostanze che mutano con un avversario e agli stimoli che dallo stesso possono avvenire.

Anche durante l’esecuzione della forma si evidenzierà maggiormente una modalità di movimento interno rispetto ad un altro, infatti una determinata tecnica richiede – per essere eseguita a regola d’arte – un’identità a volte molto yang, altre volte più yin o ancora una fusione dei due. Pertanto, il movimento cambierà sulla base di certi obiettivi che entrano in connubio con la visualizzazione e intenzione mentale (Yi Nian Huo Dong).

Le otto forze rappresentano e sono in relazione con gli Otto Trigrammi dell’Yi Jing (Ba Gua). Nella teoria del Taiji Quan grazie al trattato di Zhang Sanfeng troviamo la spiegazione originale degli otto cancelli.

Le otto forze del Tai Chi Quan sono:

  1. parare (Peng)
  2. ritirarsi ruotando (Lu)
  3. premere (Ji)
  4. spingere (An)
  5. tirare verso il basso (Cai)
  6. dividere (Lie)
  7. colpire di gomito (Zhou)
  8. colpire di spalla (Kao)

I primi quattro cancelli/forze rappresentano le Quattro Direzioni cardinali quali:

  • sud (Peng)
  • nord (Lu)
  • ovest (Ji)
  • est (An)

 

Nel Tai Chi molto famosi per la sequenza cardine dal nome e movimento che li racchiude di Lan Que Wei Tenere il passero per la coda.

Gli ultimi quattro sono relativi e rappresentano i Quattro Angoli:

  • sud-ovest (Cai)
  • nord-est (Lie)
  • sud-est (Zhou)
  • nord-ovest (Kao)

Quando si eseguono i movimenti del Tai Chi è bene sentire e ricercare le otto forze dentro di noi, come se fossero nascoste, riconoscendole e attivandole così da dare vita all’essenza stessa della disciplina. Come detto in precedenza, ogni movimento e azione ha bisogno di un tipo di forza per essere più determinante e funzionante e quindi è fondamentale che venga curato al meglio.

Per raggiungere un buon livello nel Tai Chi Quan e usare la forza interna, bisogna conoscere e allenare il potere e le forze del corpo, e questo concetto è spiegato già da molti secoli dai testi e trattati classici del Tai Chi.

Per fare un esempio sull’uso appropriato delle forze, possiamo pensare alla forza di espansione (Pengjin) utile per difenderci da un attacco, con la forza Peng il corpo si protegge avanzando con tutta la struttura come una sfera invasiva e in espansione capace di deragliare o far “rimbalzare” un attacco o spinta.

Mentre per assorbire una pressione magari a corto raggio, l’impiego della forza Liujin diventa interessante e essenziale, è una forza yin, in cui il corpo assume la capacità di deviare e dare il vuoto.

Tutti questi principi di forze tra loro interconnesse possono essere allenate sia con il lavoro individuale della forma sia con il Tui Shou, un esercizio a coppia straordinario in questo senso.

Di seguito la spiegazione più dettagliata delle otto forze del Tai Chi.

DA SAPERE: ad ogni forza viene presentato il trigramma, il nome del trigramma e l’elemento connesso ad esso. Ecco perché non troverai la parola “tian” che vuol dire cielo in cinese, ma il nome del trigramma ad esso collegato che rappresenta l’elemento cielo.

Per far comprendere questo di seguito uno schema esplicativo:

otto trigrammi bagua

Prima forza: Péng Jìn o forza in espansione

prima forza tai-chi,peng jin

Nel simbolo del Ba Gua (otto trigrammi) è Qián, il cielo composto dal trigramma in cui le tre linee sono tutte intere ☰ (tre linee Yang).

Questa è una delle più importanti energie fisiche, ha una espressione prettamente yang, una forza che parte dal centro (yin) e si propaga verso tutta la periferia rendendo il corpo “pieno, denso ed elastico” agendo in tutte le direzioni dello spazio.

Negli stili interni come lo Yi Quan, questa espressione è conosciuta anche con il termine Hun Yuan Li o Hun Yuan Jin. Quest’ultima viene utilizzata in molte circostanze e in molti movimenti in cui si prevede un’espansione del corpo o di una parte dello stesso.

Per sviluppare il Peng Jin o Hun Yuan Jin si parte dalla posizione dell’albero detto in cinese Zhan Zhuang con la prima posizione eretta “Cheng Bao Zhuang”, allenata nel modo corretto e guidati da un maestro ben preparato si vanno ad attivare i cinque archi interni.

L’idea infatti è proprio quella di sentire dall’interno nella zona del Dan Tian come una sfera che si ingrandisce e questa espansione si estende in tutto il corpo, schiena, braccia e gambe sino alle dita di mano e piede.

La sensazione e soprattutto lo stato in cui ci si troverà sarà quello di avere un corpo rilassato e allo stesso tempo elastico e forte come un grande arco. È connessa con l’asse cielo-terra ed è in relazione con i Dantian superiori e quello inferiore.

Seconda forza: Lǚ Jìn o forza di deviazione e assorbimento

seconda forza tai chi, lu jin

Nel simbolo del Ba Gua (otto trigrammi) è Kūn la terra, composto dal trigramma in cui tutte e tre le linee sono spezzate ☷ (tre linee Yin). Lu Jin è la seconda importante forza interna, è identificata come elemento Yin.

È una forza che consente di deviare, assorbire e condurre nel vuoto gli attacchi esterni o tutto ciò che tenta di invadere la nostra aria vitale.

Con questo principio è ben comprensibile il detto “utilizzare la forza dell’avversario piuttosto che contrastarlo”, infatti con quest’ultima risorsa si assorbe il peso dell’avversario laddove viene usata contro di noi una forza grezza.

Anche questa seconda qualità di movimento interno, per essere ben compresa va studiata nella pratica dello Zhan Zhuang. Quando ci si trova nella posizione eretta con le braccia in espansione saremo in “Peng Jin” il ritorno delle braccia e del corpo in uno stato precedente, quindi di ritiro verso il proprio centro è già una prima idea della forza “Lu Jin”.

Quando si allena questo tipo di movimento globale, è utile visualizzare il corpo che da uno stato di espansione si ritiri, si riduce in una più piccola sfera posta al centro del corpo, una sfera capace di risucchiare tutto ciò che è in contatto con noi assorbendolo.

Terza forza: Jǐ Jìn

terza forza tai chi, ji jin

Nel simbolo del Ba Gua (otto trigrammi) è Kǎn l’acqua. Composto dal trigramma in cui le due linee esterne sono spezzate (yin), e quella in mezzo intera (yang) ☵.

Identificata come forza Yin, in realtà possiede nella sua composizione, potere Yang, si dice infatti “forza nella morbidezza”. È una forza di reazione in grado di annullare la precedente forza Lu Jin.

Viene applicata spesso con la tecnica “Ji shou” (mano che preme all’interno dell’altra mano e polso) e si manifesta come emissione di forza ed energia penetrante e concentrata.

La caratteristica di questa energia è molto interessante, come l’acqua va ad occupare rapidamente tutti gli spazi vuoti che l’avversario inavvertitamente possiede. La peculiarità di “Ji Jing” è di avvertire e sentire gli errori di vuoto dell’avversario ed entrare come un laser in profondità.

Come già anticipato è connesso a Kǎn, trigramma dell’acqua e delle forze profonde.

Quarta forza: Àn Jìn

quarta forza tai chi, an jin

Nel simbolo del Ba Gua (otto trigrammi) è , il fuoco. Composto dal trigramma in cui le due linee esterne sono intere (yang) e quella in mezzo spezzata (yin) ☲.

Costituita da grande forza con all’interno morbidezza e cedevolezza, come un’onda d’acqua capace di assorbire ogni ostacolo si presenti davanti a sé, per poi riservare al termine una forza impetuosa e divampante come il fuoco.

Queste appena descritte sono i primi quattro cancelli o forze e sono le principali da cui nascono le successive quattro. Secondo lo Yi Jing e la filosofia Taoista, quest’ultime appartengono al “Cielo anteriore” (Xian Tian), facendo riferimento ad energie fondamentali e cardiali.

Vediamo adesso di seguito gli ultimi quattro cancelli o forze, che appartengono al “Cielo posteriore” (Hou Tian), in questo caso la natura di quest’ultime ha un significato oltre che di espressione interna anche di strategia marziale.

Quinta forza: Cǎi Jìn

(si pronuncia zai Jin)

quinta forza tai chi, cai jin

Nel simbolo del Ba Gua (otto trigrammi) è Xun, il vento ma inteso anche con nuvola. Composto dal trigramma in cui la prima e la seconda linea sono intere (yang), mentre l’ultima in basso è spezzata (yin) ☴.

Qui entra in gioco l’abilità immediata di far cadere l’altro, di agganciarlo e rompergli l’ancoraggio dal suolo tirandolo verso il basso, indebolendo l’intera impalcatura fisica.

È una forza difficile da ottenere senza il profondo utilizzo delle tensioni muscolari e tendinee in modo corretto e istantaneo. Si esprime in modo dirompente destabilizzando l’avversario e il suo equilibrio generale.

Sesta forza: Liè Jìn

sesta forza tai chi, lie jin

Nel simbolo del Ba Gua (otto trigrammi) è Zhèn, il tuono. Composto dal trigramma con le prime due linee spezzate (yin) e l’ultima in basso intera (yang)  ☳.

Lie Jin è la forza di separazione, divisione o lacerazione, e si può realizzare quando il movimento ha una caratteristica spiraliforme.

L’idea di questa peculiare forza e strategia è quella di separare due parti di uno stesso insieme, andando a spaccare e rimuovere “un ponte di unione” di un avversario, distruggendo il suo equilibrio.

Questo avviene avviando simultaneamente due vettori di forza in direzione contraria, ledendo all’occorrenza parte della sua struttura fisica. Con questa forza e strategia, tramite precisi movimenti tipici del Taiji Quan, si realizzano tecniche di proiezioni (shuai Fa) e/o di leve articolari (Qinna).

È necessario molto allenamento per raggiungere l’abilità applicativa di questa strategia e forza, si dice infatti che Liejin debba essere avvertito come un improvviso strattone, urto, da qui il collegamento con il trigramma “tuono”.

Settima forza: Zhǒu Jìn

settima forza tai chi, zhou jin

Nel simbolo del Ba Gua (otto trigrammi) è Duì, il lago. Composto dal trigramma con la prima linea in alto spezzata (yin) e le due restanti intere (yang) ☱.

Questo settimo cancello rappresenta l’energia che colpisce con il gomito e rappresenta un valido metodo per colpire quando ci si trova a corta distanza.

L’errore più comune è quello di pensare a colpire l’avversario solo con l’esclusiva “area fisica del gomito”, senza considerare l’aspetto più importante: l’utilizzo del gomito come vettore per far fluire la forza presa dal suolo.

Zhoujin è di fatto utilizzare la forza che fluisce rigogliosamente nei gomiti per svariati movimenti marziali.

I gomiti infatti beneficiano di grande potenza, quando ovviamente quest’ultimi hanno il giusto rapporto di connessione al resto del corpo e delle articolazioni portanti dello stesso, entriamo in merito al concetto delle “sei armonie, Liu He” nello specifico le tre armonie esterne Wai san He:

  1. spalla e anca
  2. gomito e ginocchio
  3. mano e piede

L’obiettivo è impedire all’avversario di controllarci i gomiti rischiando possibili sbilanciamenti, contrariamente possiamo dominare meglio e più rapidamente la sede d’equilibrio dell’avversario stesso, rilasciando grazie a questo sistema un grande flusso di forza dirompente.

Ottava forza: Kào Jìn

ottava forza tai chi, kao ji

Nel simbolo del Ba Gua (otto trigrammi) è Gèn, la montagna. Composto dal trigramma con la prima linea in alto intera (yang) e le due restanti spezzate (yin) ☶.

Questo è l’ottavo e ultimo cancello del Tai Chi, è la forza dell’intera struttura del praticante. È tradotta come “colpo di spalla”, ma in concreto questo principio si presta a colpire colpendo con tutto il corpo, oltre che con la spalla anche con la schiena per esempio.

Infatti Kàojin si esprime con una forza molto compatta e invasiva, proprio come una montagna in movimento verso qualcosa che travolgerà. Un esempio di Kàojin nel Tai Chi Quan lo troviamo nel movimento chiamato Xié fēi shì – volo obliquo.

Diventa molto utile utilizzare questa energia quando per qualche ragione non ci è consentito utilizzare le braccia o i gomiti per colpire, utilizzando qualsiasi parte del corpo per generare e infliggere un urto molto potente.

Conclusione

In conclusione, consiglio caldamente di praticare e studiare il Tai Chi Quan con un’insegnante molto preparato in ogni aspetto di questa unica disciplina, così da indicarti mano a mano le giuste indicazioni e insegnamenti, tali da consentirti un buon progresso di crescita.

Ricorda inoltre che l’allenamento delle forme di Tai Chi, insieme agli esercizi in coppia come il Tui Shou, dovranno diventare sempre più una lente di ingrandimento per ricercare e sviluppare le incredibili qualità e caratteristiche di questa disciplina.

Sarà infatti il giusto focus di ricerca e allenamento costante che ti consentiranno di far emergere nel giusto tempo una forza interna connessa e coesa con tutta la tua struttura, utilissima per ogni situazione della vita.

M. Marco Gamuzza

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MAESTRO MARCO GAMUZZA

Il Maestro Marco Gamuzza è il Direttore Tecnico della Scuola Xin Dao, V Duan di Shaolin, Tai Chi e Yi Quan e Discepolo Testamentario del Maestro cinese Yang Lin Sheng.

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1 commento

  1. STEFANO SCIURTI

    Bellissimo articolo, che dovrebbe essere accompagnato dalla pratica di stili interni come Taichi o Yiquan per essere compreso a fondo.

    Molto utile!

    Rispondi

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